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Chatbot WhatsApp per aziende, che sa quando passarti la parola.
Virai realizza chatbot WhatsApp per aziende, studi e attività locali: un assistente WhatsApp con AI che risponde alle domande frequenti, raccoglie richieste e prenotazioni e passa la conversazione a una persona quando serve. Funziona sul numero verificato della tua azienda e si collega ad agenda, backoffice o gestionale. Si parte in piccolo, da poche richieste tipiche, e si estende quando funziona.
Parliamo del tuo progettoChatbot WhatsApp per aziende: cosa fa, e quando passa a te
Un chatbot WhatsApp per aziende è un assistente che risponde ai messaggi dei clienti sul numero WhatsApp della tua attività. Quello che progettiamo usa l’intelligenza artificiale per capire domande scritte in modo libero e rispondere con le informazioni che hai approvato tu: orari, servizi, come arrivare, cosa portare.
È pensato per chi riceve molte richieste simili su WhatsApp: strutture ricettive, ristoranti, servizi alla persona, officine, studi. Si occupa delle domande ripetitive e lascia alle persone i casi che richiedono attenzione.
Domande frequenti
Risponde a ciò che i clienti chiedono più spesso, usando solo contenuti scelti con te. Se una domanda esce da quei contenuti, non improvvisa.
Richieste e prenotazioni
Raccoglie i dati che servono, per esempio nome, servizio e data preferita, e li registra nel backoffice, lo spazio da cui gestisci richieste e contenuti.
Passaggio a una persona
Quando non sa rispondere, quando il cliente lo chiede o quando la richiesta è delicata, la conversazione passa a te o a un collega, con il riepilogo di quanto detto.
WhatsApp Business API: numero verificato e consenso dei clienti
L’assistente lavora sulla WhatsApp Business Platform di Meta, quella che molti cercano come WhatsApp Business API: l’interfaccia attraverso cui un software riceve e invia messaggi su un numero aziendale.
Per attivarla servono alcuni passaggi che seguiamo con te: la verifica dell’azienda presso Meta, un numero dedicato all’assistente e i template, i modelli di messaggio da far approvare a Meta, per esempio per conferme e promemoria.
C’è poi il consenso. Per inviare messaggi ai clienti serve il loro opt-in, cioè un’autorizzazione esplicita a ricevere messaggi su WhatsApp, che deve indicare il nome della tua azienda. Il consenso per il marketing è un’altra cosa e va chiesto a parte.
Prenotazioni su WhatsApp collegate ad agenda e gestionale
Le prenotazioni su WhatsApp funzionano quando l’assistente legge la disponibilità da un’agenda vera. Propone gli orari liberi, raccoglie i dati e conferma l’appuntamento solo quando il sistema lo ha registrato davvero: una preferenza di orario non è ancora un appuntamento.
Possiamo collegarlo all’agenda che usi, al backoffice del tuo sito o al gestionale, il software in cui segui clienti e attività, dopo aver verificato cosa permette ciascuno strumento. Se un collegamento diretto non è possibile, l’assistente raccoglie la richiesta e una persona la conferma. Va previsto anche cosa succede con disdette e cambi di orario.
Negli studi medici le conversazioni possono contenere dati sulla salute: in quel caso è probabile che serva una DPIA, la valutazione d’impatto prevista dal GDPR, da fare con chi si occupa della protezione dei dati.
Quanto costa un chatbot WhatsApp: i messaggi li fa pagare Meta
Il costo ha due parti: il progetto di Virai e i messaggi, che Meta fa pagare secondo le proprie regole. Dal 1° luglio 2025 la WhatsApp Business Platform applica un prezzo a messaggio, con diverse categorie, tra cui marketing, utility (conferme e promemoria), autenticazione e servizio, cioè le risposte a chi ti scrive.
Dal 1° ottobre 2026 anche i messaggi di servizio si pagano: ogni numero ne ha 1.000 gratuiti al mese, poi si paga dal 1.001°. Dalla stessa data sono a pagamento anche i messaggi utility inviati in risposta al cliente, dentro la finestra di 24 ore. Senza un metodo di pagamento sull’account, Meta smette di consegnare i messaggi di servizio.
Nel 2026 Meta ha cambiato le tariffe più volte, per questo qui non scriviamo cifre. Nella proposta stimiamo i costi dei messaggi sul volume delle tue conversazioni e li riportiamo a parte, in modo trasparente. Il modello di AI di solito pesa poco: nel tempo conta di più la cura delle risposte e delle conversazioni.
Avviso AI e regole di Meta: cosa è consentito
Dal 2 agosto 2026 l’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, chiede che chi parla con un chatbot sappia di interagire con un sistema di AI, in modo chiaro e al più tardi alla prima interazione (articolo 50). Le linee guida della Commissione europea citano i chatbot di assistenza clienti e indicano come responsabile l’azienda che li offre con il proprio nome. Per questo l’assistente lo dichiara nel primo messaggio, e te lo consegniamo con informativa privacy, registro delle conversazioni e istruzioni.
Quanto a Meta, dal 15 gennaio 2026 i suoi termini vietano gli assistenti AI generalisti, in cui l’AI è la funzione principale del servizio, come ChatGPT o simili dentro WhatsApp. Un bot di assistenza o di prenotazione per una specifica azienda resta consentito: Meta precisa che per tutti gli altri business la regola non cambia nulla. Le contestazioni del 2025 e del 2026, anche davanti all’Antitrust italiana e alla Commissione europea, riguardano gli assistenti generalisti.
Come lavoriamo.
Un percorso condiviso, in cui capire cosa succede e partecipare alle scelte.
- 01
Scegliamo le richieste.
Guardiamo con te i messaggi che ricevi più spesso e scegliamo poche richieste tipiche da affidare all’assistente. Decidiamo cosa passa sempre a una persona e da quale agenda leggere gli orari. Nella proposta trovi anche la stima dei costi Meta.
- 02
Prepariamo numero e risposte.
Seguiamo verifica dell’azienda, template e opt-in, scriviamo avviso AI e risposte approvate e colleghiamo agenda o backoffice. Proviamo tutto con domande reali prima dell’avvio.
- 03
Avviamo e seguiamo.
Dopo l’avvio rivediamo insieme le conversazioni e aggiorniamo le risposte. Quando l’assistente funziona sulle prime richieste, valutiamo se estenderlo ad altre.
Domande frequenti.
Quanto costa WhatsApp Business API?
Ci sono due voci. La prima è Meta, che fa pagare i messaggi uno per uno secondo le proprie categorie: dal 1° ottobre 2026 anche le risposte di servizio si pagano oltre i 1.000 messaggi gratuiti al mese per numero. La seconda è il progetto: configurazione, collegamenti, risposte e manutenzione. Le tariffe di Meta sono cambiate più volte nel 2026, per questo stimiamo i costi dei messaggi nella proposta, sul volume reale delle tue conversazioni.
Il bot può prendere appuntamenti?
Sì, se è collegato a un’agenda o a un gestionale da cui leggere la disponibilità. In quel caso propone gli orari liberi, raccoglie i dati e conferma solo quando l’appuntamento è stato registrato davvero. Se il collegamento non è possibile, l’assistente raccoglie la preferenza del cliente e una persona la conferma. In entrambi i casi conferme e promemoria possono partire con template approvati da Meta.
Serve un numero dedicato?
Sì. L’assistente lavora su un numero dedicato, registrato sulla WhatsApp Business Platform e collegato alla tua azienda, che va verificata presso Meta. Nella prima fase scegliamo con te quale numero usare e come farlo conoscere ai clienti che oggi ti scrivono. Va preparato prima dell’avvio, insieme ai template e all’opt-in, il consenso dei clienti a ricevere messaggi.
Il chatbot deve dire che è un’intelligenza artificiale?
Sì. Dal 2 agosto 2026 l’articolo 50 dell’AI Act chiede che le persone sappiano di parlare con un sistema di AI, in modo chiaro e al più tardi alla prima interazione, salvo che sia evidente. Per questo obbligo non ci sono proroghe. L’assistente lo dichiara nel primo messaggio e lascia sempre la possibilità di scrivere a una persona.
Meta permette i chatbot con AI su WhatsApp?
Sì, per l’assistenza ai clienti di un’azienda. Dal 15 gennaio 2026 i termini di Meta vietano gli assistenti AI generalisti, in cui l’AI è la funzione principale del servizio, come ChatGPT o simili dentro WhatsApp. Un bot che risponde ai clienti di una specifica attività o ne gestisce le prenotazioni resta consentito: Meta precisa che per tutti gli altri business la regola non cambia nulla.
Cosa succede se il chatbot non sa rispondere?
Lo dice, invece di inventare, e passa la conversazione a una persona. Definiamo insieme quando succede: domande fuori dai contenuti approvati, richieste delicate, reclami o un cliente che chiede di parlare con qualcuno. Chi riprende la conversazione vede il riepilogo di quanto detto. Dopo l’avvio rivediamo le domande rimaste senza risposta e aggiorniamo i contenuti dell’assistente.
Lavorate anche fuori da Perugia?
Sì. Virai ha sede a Deruta, in provincia di Perugia, segue progetti in tutta l’Umbria e, da remoto, nel resto d’Italia. L’assistente si può progettare anche a distanza: servono i messaggi tipici che ricevi, l’accesso all’agenda o al gestionale e una persona di riferimento per le risposte. Per cominciare, raccontaci quali domande ti arrivano più spesso.
C’è una storia
che vorresti
raccontarci?
Che tu abbia già un progetto o soltanto una domanda, il primo passo è prenderci un momento per parlarne. Lavoriamo con imprese e professionisti di Perugia e dell’Umbria e, anche da remoto, in tutta Italia.
Raccontaci ciò che hai in mente.
Il resto possiamo capirlo insieme.